Roma, 14 OTT – Domani dalle 11.30, sull’erba dei campi sportivi della parrocchia di San Giorgio, in viale Castel San Giorgio 302, a Maccarese, la squadra dei “Bradirapidi Parky Touch Rugby” porterà e farà conoscere il proprio sport ai bambini e alle loro famiglie. Promosso dalla Biblioteca dei Piccoli Onlus di Maccarese, che lo ha voluto fortemente, l’incontro illustrerà ai piccoli, facendoli divertire, la disciplina del tutto nuova del “Parky Touch Rugby”, variante senza contatto del gioco con la palla ovale a cui tutti, nessuno escluso, possono partecipare. Il “Parky Touch Rugby” mette insieme uomini, donne, bambini e persone con mobilità ridotta, e nasce dall’idea di quattro giovani malati di Parkinson che l’hanno sviluppata nell’ambito del Day Hospital di riabilitazione neuromotoria del S. Raffaele-Pisana, coadiuvati e incoraggiati da medici e fisioterapisti. Nell’arco di pochi mesi la “Parky Touch Rugby Therapy” è così divenuta realtà, radunando decine di persone, parkinsoniani, loro caregivers e semplici simpatizzanti che, oltre a divertirsi in amicizia e all’aria aperta, toccano con mano i benefici psicofisici di questa pratica. Socializzazione, movimento, miglioramento o recupero delle abilità compromesse dal Parkinson (equilibrio, manualità fine – quella richiesta dalla palla ovale -, automatismi in genere e pianificazione nello spazio, tanto per dirne alcune), il “Parky Touch Rugby” ed i suoi pionieri, la squadra dei “Bradirapidi”, non smettono di destare entusiasmo e interesse di singoli e di istituzioni. Primi fra tutti lo stesso S. Raffaele, in prima linea nella riabilitazione e nella ricerca sul Parkinson e sulle patologie neurodegenerative, e la Federazione Italiana Touch Rugby, che si stanno organizzando a livello di mezzi e strutture per facilitare l’attività dei “Bradirapidi”. Quella del “Parky Touch Rugby” e dei suoi “Bradirapidi”, ora guidati da un allenatore ex rugbista e arbitro federale, è un’esperienza senza precedenti e con prospettive di grande valore, anche nel campo della ricerca clinica. E soprattutto un esempio di come lo sport possa essere davvero inclusivo e abbattere tutte le barriere. A cominciare da quella di una malattia, qual è il Parkinson, che il più delle volte relega il paziente all’isolamento e alla depressione. “Col ‘Parky Touch Rugby’ e i nostri compagni di gioco le nostre vite sono cambiate in meglio”, dicono i quattro giovani “bradipi fondatori”, Stefano, Gaetano, Marco e Roberto. “C’è ancora molto da fare, e i Bradirapidi non si fermano: intanto domenica saremo coi bimbi di Maccarese, siete tutti invitati!”.

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