IL TAIJIQUAN CHE ARRIVA FINO A NOI alias Come un granello di sabbia

di Tonino Proietti

L’approccio inziale allo studio di un’arte marziale, soprattutto di tipo interno, è molto complesso. Nella prima fase l’attenzione del praticante è completamente assorbita da una miriade di sollecitazioni per il corpo e per la mente. Sicuramente non è preoccupazione dei primi giorni porsi domande sulle caratteristiche del gesto che si sta compiendo o della sua storia o come sia stato interpretato nel corso del tempo.

Però ognuno dovrebbe conoscere, almeno per grandi linee, la storia del taijiquan che sta praticando e la sua evoluzione. Questo anche per discernere o per avere un po’ di elementi per iniziare a caratterizzare in termini qualitativi ciò che sta vivendo. 

Sappiamo che il Taijiquan è una disciplina molto antica la cui effettiva origine è stata da sempre attribuita al monaco taoista Chang San Feng, vissuto nel tredicesimo secolo, (anche se non mancano riferimenti ad una arte marziale più antica riconducibile alla dinastia Tang del 618-907 d.c.) e alla sua intuizione frutto dell’osservazione del combattimento tra una gru ed un serpente in cui la cedevolezza e la morbidezza avevano la meglio sulla durezza e la forza.

Sappiamo per certo che la conoscenza del Taijiquan fu gelosamente custodita tra le mura di nobili famiglie e tramandata di generazione in generazione. Così mentre l’insegnamento generalizzato viene divulgato con una conoscenza di base, la parte più profonda dell’arte rimane appannaggio di pochi. Per questo motivo è importante sapere da chi ha imparato l’insegnante o il maestro di riferimento, ovvero quanto è stato vicino alla fonte, cioè al caposcuola che ha diffuso e codificato lo stile, e ne ha efficacemente acquisito i principi.

È facile immaginare allora che si può avere a che fare con una varietà di stili che si differenziano tra loro principalmente per il tipo di postura con cui vengono eseguite posizioni e tecniche.

Ciò che qui preme mettere in evidenza è che la famiglia Chen sviluppò il suo stile intorno al diciassettesimo secolo e che Yang Lu Chan (1799-1872) lasciò il suo paese di origine, facendo di tutto per accedere agli insegnamenti dello stile Chen (cosa impensabile a quei tempi per un estraneo; il resoconto di quei fatti, tra storia e leggenda, potrebbero essere raccontati di un articolo appositamente dedicato), successivamente fondando a sua volta uno stile proprio. Stiamo parlando allora dello Stile Yang, oggi quello più diffuso al mondo, proprio quello che abbiamo iniziato a praticare. 

Ritornando a noi, la linea diretta che parte dal Gran Maestro Yang Lu Chan (1a generazione) continua con il G.M. Yang Jian Hou (1839-1917 – 2a generazione) e prosegue con il G.M. Yang Cheng Fu (1883-1936 – 3a generazione) al quale si deve la standardizzazione dello stile favorendo la sua più agevole divulgazione. 

Yang Cheng Fu ebbe 4 figli (4a generazione) G.M. Yang Sau Chung (1910-1985), G.M. Yang Zhen Ji (1921-2007), G.M. Yang Zhen Duo (1926-2020) e G.M. Yang Zhen Guo (1929).

Considerando che l’accesso alla pratica avveniva successivamente al compimento degli 8 anni di età, appare evidente che solo Yang Sau Chung abbia avuto la possibilità di accedere agli insegnamenti diretti del padre (almeno per 18 anni). Gli altri fratelli hanno potuto studiare solo con discepoli di secondo piano essendosi il primogenito inoltre dovuto allontanare dal resto della famiglia per motivi contingenti. Per quanto avessero una buona conoscenza di base dello stile, è assai improbabile che questi discepoli minori abbiano appreso anche le tecniche di energia interna e forza vuota, ovvero il “tesoro di famiglia” che solitamente un genitore tende a trasmettere solo ai figli o a chi nomina suoi primi discepoli.

Ad onor del vero la linea diretta della famiglia Yang passa per il solo  G.M. Yang Zhen Duo continuando per Yang Dao Fang (!947 – 5a generazione) e concludendosi, per il momento, con  Yang Yun (1968 -6a  generazione).

A noi interessa quanto ruota intorno alla figura di Yang Sau Chung (conosciuto anche come Yang Zhen Ming) che avendo avuto solo tre figlie, ha adottato come discepoli principali (5a generazione) G.M. Chu King Hung (1945-terzo discepolo), G.M. Chu Gun Soon (1934-2019 – secondo discepolo) e soprattutto il G.M. Ip Tai Tak (1929-2004-primo discepolo). Per sottolineare lo spessore di quest’ultimo basti pensare che Bruce Lee (attore allora già famoso, atleta impeccabile ed artista “esterno” sopraffino) ricevette più di un suo diniego alla richiesta di essere ammesso tra i suoi allievi. Il motivo del diniego risiedeva nell’evitare che i principi del Taijiquan potessero essere divulgati indiscriminatamente ed impropriamente attraverso una sequenza cinematografica. 

Come 6a generazione occorre fare riferimento al Maestro Ding Teah Chean che ha studiato con tutti e tre i discepoli di Yang Sau Chung divenendo il 1 febbraio 1998 il primo discepolo (degli unici due) del G.M. Ip Tai Tak.

La linea del lignaggio termina con i Maestri Andrea Capriotti e Giuseppe Possemato (fondatori dell’AIMA – Academy of Internal Martial Arts) che successivamente ad un lungo trascorso di artisti marziali esterni approfondiscono il Taijiquan (dopo aver frequentato il G.M. Chu King Hung) prima con il G.M. Ip Tai Tak  e successivamente, per oltre un decennio,  con il Maestro Ding Teah Chean conseguendo il massimo livello di riconoscimento nell’ambito del Taijiquan Stile Yang (7° Duan).

Inutile dire, al termine di questo breve racconto, come chi narra, socio AIMA, allievo diretto del Maestro Possemato, prossimo a sostenere gli esami per diventare istruttore di Arti Marziali, si percepisca come un fine granello di sabbia bianca di una bellissima spiaggia tropicale.Avvertenze: La restituzione cronologica e lineare del breve articolo non tragga in inganno il lettore a pensare l’inesistenza di una geografia del racconto. Si pensi che i nostri eroi di prima, seconda e terza generazione hanno girato la Cina in lungo e in largo prima di diventare i curatori dell’addestramento marziale delle Guardie imperiali. Gli altri, anche grazie alla iniziale diffidenza del regime comunista nei confronti del Taijiquan, oltre a girare la Cina prima, si vedono stabilirsi prima nei “luoghi ponte” di Honk Kong o Taiwan e, dopo aver fatto un lungo salto, anche in Europa e negli Stati Uniti.

it_IT